La Cassazione condanna Unicredit a risarcire 62.300 euro per SIM swapping fraud. Le vittime di frodi bancarie hanno diritto al rimborso: ecco cosa dice la giurisprudenza e come tutelarsi.
Con l'evoluzione digitale dei sistemi di pagamento sono proliferate le forme di truffa perpetrate ai danni della clientela delle banche. È all'ordine del giorno apprendere notizie riguardanti furti di bancomat, carte di credito o credenziali di accesso all'home banking.
È stata emessa, proprio lo scorso 12 maggio 2025, dalla Cassazione una pronuncia di condanna nei confronti di Unicredit a restituire la somma di € 62.300 ad una vittima di SIM swapping fraud.
Come ha ribadito la Cassazione, la colpa di eventuali operazioni fraudolente nel sistema deve ricadere sulla banca, perché la stessa è tenuta a predisporre tutte le misure necessarie per tutelare i clienti.
In particolare, l'istituto di credito è tenuto ad assicurare che le credenziali di sicurezza non siano accessibili a soggetti estranei. Qualora il cliente neghi di aver autorizzato un'operazione, è obbligo della banca provare che l'operazione di pagamento è stata autenticata correttamente.
La "SIM Swapping Fraud" è una truffa che viene realizzata attraverso un indebito utilizzo della linea telefonica e dell'home banking della vittima.
Il truffatore si reca presso un centro di un operatore telefonico e fornisce false generalità per richiedere un duplicato della SIM con lo stesso numero della vittima.
Il Centro rilascia il duplicato e disabilita la SIM utilizzata dalla vittima, impedendo a quest'ultima l'utilizzo del cellulare. La vittima si accorge improvvisamente di non avere più linea telefonica.
Il malfattore inserisce nel proprio cellulare il duplicato della scheda SIM e ottiene i codici di accesso all'home banking. Eseguito l'accesso, dispone dei pagamenti/bonifici in proprio favore, eventualmente modificando la password per impedire alla vittima di interferire.
La Banca, nell'esercizio delle proprie attività ed erogazione di servizi, è tenuta ad osservare una diligenza di tipo tecnico (art. 1176 c.c.).
A partire dal D.Lgs. 11/2010, tutti gli istituti di credito sono tenuti a proteggere i propri clienti attraverso l'adozione di misure idonee a garantire che tutte le operazioni compiute (siano esse online o allo sportello) siano riconducibili solo al cliente.
Assicurare che le credenziali di sicurezza non siano accessibili a soggetti estranei
Provare che l'operazione contestata è stata autenticata correttamente
La tempestività è fondamentale: il cliente ha il dovere di attivarsi immediatamente una volta avuta conoscenza del furto o dell'utilizzo illegittimo dei propri strumenti di pagamento.
Da effettuare entro pochi minuti
Chiamare immediatamente la propria Banca per chiedere il blocco della carta di credito/debito o dei codici di accesso alle piattaforme di home banking.
Numeri utili: La maggior parte delle banche dispone di un numero verde attivo 24/7 per il blocco carte
Entro 24-48 ore
Recarsi prontamente dai Carabinieri o dalla Polizia di Stato per denunciare il furto degli strumenti di pagamento o delle credenziali di accesso.
Carabinieri
Qualsiasi stazione
Polizia di Stato
Commissariato locale
Analisi accurata dei movimenti
Controllare il proprio conto corrente e verificare dettagliatamente tutti gli addebiti presenti, identificando i prelievi o pagamenti illeciti e/o fraudolenti.
Procedura formale di rimborso
Il reclamo è generalmente redatto su uno specifico modulo predisposto dalla Banca (rinvenibile sul relativo sito internet), da inviare a mezzo raccomandata o PEC.
Documenti da allegare: Copia della denuncia presentata all'Autorità
Il cliente dovrà indicare specificamente tutte le operazioni non autorizzate al fine di disconoscerle:
È importante sottolineare che il cliente ha il dovere di attivarsi immediatamente una volta avuta conoscenza del furto o dell'utilizzo illegittimo dei propri strumenti di pagamento.
Il cliente potrebbe essere ritenuto responsabile se:
All'esito di questa procedura, la Banca potrà risarcire il cliente di tutte le somme sottratte, derivanti alle operazioni fraudolente o illecite.
Il rimborso include tutte le transazioni specificamente indicate nel modulo di reclamo e debitamente documentate.
La sentenza di Cassazione del 12 maggio 2025 rappresenta un importante precedente nella tutela dei consumatori vittime di frodi bancarie. Le banche sono tenute ad adottare sistemi di sicurezza adeguati e, in caso di inadempimento, devono risarcire i danni subiti dai clienti.
In caso di rifiuto ingiustificato del rimborso da parte della banca, è possibile rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) o intraprendere un'azione legale per far valere i propri diritti.
Lo Studio Carta offre assistenza legale specializzata per recuperare le somme sottratte illegalmente e far valere i tuoi diritti nei confronti degli istituti di credito.